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2° MITZVAH DAY a L'Abilità

17/06/2019 09:05:50

Jun17

Domenica 16 giugno 2019 si è svolto il Mitzvah Day di Lev Chadash: i volontari di Lev Chadash hanno imbiancato una parte della Sala Giochi della Casa di L'Abilità. È stata una giornata molto bella, con grande energia e positività, in un luogo dove tutte le attività vengono progettate, ideate e strutturate con l'obiettivo di creare occasioni di benessere per il bambino con disabilità e fare in modo che possa vivere una vita il più piena possibile, agire la libertà di scelta e partecipare alla vita della comunità.

Motto dell'Associazione L'Abilità è "con la disabilità non si scherza: si gioca".

La casa di L’Abilità è una comunità residenziale unica a Milano che accoglie a bambini con disabilità complessa che necessitano di un’accoglienza residenziale stabile o temporanea.
La casa accoglie fino a 10 bambini, dalla più tenera età fino ai 12 anni. Tutto il lavoro è mirato a favorire la crescita del bambino con disabilità, consentendo il più possibile la sua inclusione nella società e a scuola.

Presto torneremo a terminare anche l'altra parte della Sala Giochi, ogni aiuto è benvenutoChi vuole unirsi può scrivere a info@levchadash.it

 

UNITI per preservare la memoria

31/05/2019 16:53:33

May31

di Alessandra Morocutti

ph. Luigi Toscano Archive
 
 

Immagini di ebrei sopravvissuti all’Olocausto sono state tagliate e imbrattate con svastiche nel centro di Vienna. A sentirla così sembrerebbe la triste scena di un film ambientato in epoca nazista, ma purtroppo si tratta di un fatto realmente accaduto (per ben tre volte) alla mostra fotografica di Luigi Toscano, “Gegen das Vergesser”, dedicata ai sopravvissuti dell'Olocausto, che si è tenuta in questi giorni a Vienna.

Dopo essere stati graffiati con coltelli e sfregiati con svastiche, alcuni dei pannelli con i ritratti delle persone sopravvissute alla persecuzione nazista sono stati tagliati e strappati. Sulla sua pagina Facebook il fotografo è tornato a denunciare l'accaduto: «Sono semplicemente senza parole, ancora una volta un attacco alle mie foto. Austria, che problema c'è con te? Né la polizia né il ministero degli Interni austriaco sono in grado di offrire protezione». 

A offrire protezione alle immagini da altri atti barbarici sono stati però i cittadini di Vienna e soprattutto giovani volontari appartenenti a diverse realtà e religioni: artisti Nesterval, giovani della Caritas e membri della Gioventù musulmana Austria. 

 

ph. Luigi Toscano Archive

ph. Luigi Toscano Archive

 

Questi ultimi in particolare si sono offerti di sorvegliare l’esposizione durante le ore notturne, momento in cui termina il digiuno del Ramadan e ci si prepara a quello del giorno successivo.

Questa forte unione per preservare la memoria delle vittime dell’Olocausto è solo uno dei tanti bellissimi gesti di solidarietà dei cittadini nei confronti delle sempre più colpite comunità ebraiche, ma soprattutto, si tratta di un forte e chiaro messaggio di unione e supporto reciproco, a prescindere dalla religione di appartenenza, per contrastare una società sempre più avvelenata dall’odio e dall’intolleranza.

Shabbaton Europeo a Roma

29/05/2019 12:02:57

May29

 

Il 17 e il 18 maggio scorsi la co-Presidente della FIEP Joyce Bigio, Adam Lewis, membro del Direttivo di Lev Chadash, e Susanna Donato, coordinatrice alla attività di Lev Chadash, hanno partecipato allo Shabbaton e all’Assemblea Annuale della EUPJ che si sono svolti a Roma. 

La nostra rabbina Sylvia Rothschild ha anche partecipato all'Assemblea Rabbinica Euorpea che si è svolta a Roma il 19 e 20 Maggio, cui M. Yehudit Loreggian è stata invitata ad assistere in qualità di studente rabbino.

 

Liberal rabbis attend European Shabbaton and Kallah

da LiberalJudaism.org
Traduzione di Eva Mangialajo Rantzer


27 Maggio 2019
"Un nutrito numero di rabbini dell’Ebraismo Liberale e Riformato hanno partecipato allo Shabbaton dell’Unione Europea per l’Ebraismo Progressivo (EUPJ) e ai lavori della Assemblea Rabbinica Europea (ERA) che si è tenuto a Roma.

L’Assemblea Rabbinica Europea è presieduta da Rabbi Dr René Pfertzel, che rappresenta l’Ebraismo Liberale, assieme ai Rabbini Andrew Darley e Mark Solomon. Tra gli altri partecipanti c’era il senior rabbi, Rabbi Alexandra Wright della Sinagoga Liberale e Rabbi Jackie Tabick della West Central Liberal Synagogue che è a capo del Beit Din EUPJ.

Lo Shabbaton si è tenuto presso la Comunità Beth Hillel di Roma in coincidenza con il V Anniversario della loro fondazione. Delegati da 10 differenti nazioni vi hanno preso parte, inclusi 24 rabbini.

Il servizio di Kabbalat Shabbat di venerdì sera, condotto dal rabbino di Beth Hillel Roma Rabbi Joel Oseran, e la cena hanno visto la partecipazione di 110 persone; con il servizio di sabato mattina si sono raggiunte le 130 partecipazioni. René ci ha proposto una commovente e significativa D’rasha durante il servizio, dove i fondatori di Beth Hillel Roma, la prima comunità ebraico progressiva della capitale italiana, sono stati onorati.

La domenica è stato organizzato un giro turistico nei luoghi ebraici e Rinascimentali. In serata ha avuto luogo la cena di gala per l’anniversario con oltre 100 partecipanti tra cui Carol Sterling, presidente della World Union for Progressive Judaism, e altre figure di
spicco dell’Ebraismo Progressivo da tutto il mondo.

I lavori dell’Assemblea Rabbinica Europea hanno avuto luogo la domenica ed il lunedì. L’incontro rabbinico è iniziato con una breve panoramica storica, culturale e religiosa dell’Ebraismo Italiano, seguita da molte decisioni su importanti aspetti dell’Ebraismo Progressivo ed il suo rabbinato in Europa"

in ricordo di RAV DAVID GOLDBERG

01/05/2019 19:02:03

May1

Queste le parole del nostro Presidente Carlo Joseph Riva:

 

Rav David, mio maestro, mio amico,

Rav David Goldberg è stato mio maestro ed è stato mio amico. Incontrarlo ha inciso sulla mia vita, su quella della mia famiglia, di mia moglie Analia in particolare, e su tutti quelli che hanno conosciuto in Italia l’ebraismo progressivo dal momento in cui, dopo essere stato invitato per una conferenza, prese a frequentare con regolarità Milano gettando le basi per quelle che dovevano diventare le prime congregazioni ebraiche liberali italiane.

Un percorso iniziato con un rito officiato nel 1999, in una sala della libreria Tikkun in via Montevideo, poi seguito da altri incontri alla sede dell’Hashomer Hatzair, che allora si trovava in via San Gimignano. E poi mesi di interminabili riunioni, di discussioni, di timori fino a che David, abbandonando quel suo apparente distacco british , sempre venato di ironia, e il ruolo di instancabile mediatore, invitò a mettere da parte ogni indugio per dire: “Chi vuol starci, venga domani mattina all’Hotel Spadari”.

Così, una domenica mattina del 2000, accompagnati dal suo monito “Siate seriamente consapevoli di quello che volete e state per costruire”, si formò il nucleo che pochi mesi dopo, nel marzo 2001, diede il via all’Associazione italiana per l’Ebraismo Progressivo.

E nacque in Italia la prima sinanoga riformata Lev Chadash.

Con quel nome volevamo stabilire un legame con la sinagoga liberal di cui proprio rav David Goldberg era rabbino.

Non furono inizi facili, ma furono entusiasmanti e David ci accompagnò per un lungo periodo, arrivando a Milano una volta al mese, supportando anche quanti avevano intrapreso il percorso per entrare a far parte del popolo di Israele. Fu proprio lui a presentarli al Beit Din che si tenne nella nostra prima sinagoga in via Tenca.

Anche in seguito è sempre rimasto vicino a Lev Chadash, – e anche a Beth Shalom, l’altra congregazione riformata milanese – con consigli e interventendo nei momenti più difficili per la nostra comunità.

Ma chi era David? Un uomo, un ebreo, un intellettuale di una notevole intelligenza, di una brillantezza intellettuale accompagnata da una grande cultura e di un immenso amore per l’umanità, dimostrato dalla sua dedizione alla causa dei diritti civili e della giustizia sociale, che emerge anche dai suoi articoli su The Times, The Indipendent, The Observer. Un uomo estremamente curioso, un viaggiatore. Un ebreo con un grande amore per l’ebraismo. Lo si è visto concretamente nel suo impegno in Italia. Un rabbino che ha cercato di insegnarci a essere ebrei aperti, accoglienti, non dogmatici, ebrei che antepongano continuamente la ricerca alla certezza. Un rabbino che non si sottraeva alle responsabilità, che ha contribuito a riavvicinare i tanti ebrei che si erano allontanati, che cercavano un modo di vivere un ebraismo più legato ai suoi profondi valori etici.

David era un grande spirito libero, stimolante, sferzante nella battuta e facile alla provocazione intellettuale,. Difficile sentire da lui qualche cosa di scontato. C’è anche chi l’ha definito come una sorta di eretico. Ma sono sicuro che David non si sarebbe offeso di questo. Anzi me lo immagino persino compiaciuto.

Io ho avuto la fortuna di andare in giro per Milano – che amava molto, come anche la Toscana – con lui che mi insegnava, mi rimproverava, mi consigliava. Parlavamo anche di politica, di media, di sport (negli ultimi anni sarà statocontento di aver finalmente il suo Manchester City battere lo United).

Insomma, lo ringrazio, mi ha dato tanto, ci ha dato tanto, era il ‘rabbino più elegante del mondo’,(come gli piaceva firmare nella nostra corrispondenza privata) e sono felice di averlo potuto ancora sentire domenica sera al telefono pronunciare un ‘love’ ad Analia, alle mie figlie e a me, che lo salutavamo.

Un abbraccio a Carol e ai suoi due figli che l’hanno accompagnato fino all’ultimo

Possa il suo ricordo esserci di benedizione

Carlo Joseph Riva

#shareshabbat

01/05/2019 18:43:47

May1

In risposta ai recenti fatti di Poway, condividiamo #shareshabbat, un'iniziativa ispirata da Rabbi Yisroel Goldstein, ferito nell'attentato in cui ha perso la vita Lori Kaye.

 

PIETRE D'INCIAMPO per PIERO HAIM SONNINO

31/01/2019 11:10:00

Jan31

Giovedì 31 gennaio, alle ore 11.10 circa in viale Cirene 5, è stata posata la pietra d'inciampo in ricordo di Piero Haim Sonnino z"l. 

Un sentito grazie a tutti i partecipanti per la loro numerosa presenza.

photo: Alessandro Dusio Schapira, che ringraziamo.

 

Le Pietre d'inciampo (Stolpersteine) sono una iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti (cit: Wikipedia).

SALUTI DA RAV ZANARDO

24/01/2019 19:50:53

Jan24

Ringrazio tutti per l'invito e la calorosa accoglienza. 
E' stato molto emozionante per me visitare per la prima volta la sinagoga Lev Chadash. Non avevo mai visto il  בניין (binian, edificio), ma far parte del מנין minyan fin dai primi tempi è una cosa di cui sono molto orgoglioso. Spero di aver presto l'opportunità di venire di nuovo a Milano, magari stavolta assieme a Sara e ai bimbi. Che vi invitano a venire a trovarci a Brighton!

1° MITZVAH DAY di Lev Chadash

19/11/2018 09:07:11

Nov19

Il 18 Novembre 2018 Lev Chadash ha partecipato al suo primo Mitzvah Day, dipingendo alcune sale della sede dell'Associazione L'Abilità.

 

SECONDA ASSEMBLEA FIEP

14/11/2018 08:29:54

Nov14

Sul tema 'Il futuro è ora' il 4 novembre si è tenuta a Firenze la seconda assemblea generale della Federazione Italiana per l'Ebraismo Progressivo (Fiep) .  
Introdotta dalle relazione delle co-presidenti Franca Eckert Coen e Joyce Bigio, la mattinata è proseguita con un lungo e vivace dibattito sullo stato attuale e sulle prospettive del movimento ebraico progressivo in Italia.
Il programma pomeridiano si è aperto con il prof. Bruno di Porto che ha presentato il suo libro  “Il Movimento di
Riforma nel Contesto dell’Ebraismo Contemporaneo”, uscito in ottobre nelle librerie per  Angelo
Pontecorboli Editore. Il libro è un'interessante ricostruzione della storia del movimento ebraico progressivo in Italia, di cui di Porto è uno dei protagonisti, e della nascita delle quattro attuali congregazioni e della Fiep, tanto da far dire a Franca Coen: "Stiamo proprio facendo la storia dell'ebraismo italiano". Commento condiviso da tutti i presenti.
Molto coinvolgente è stato, poi, il workshop 'Come Crescere una Comunità – I Nuovi Modelli nella Modernità', condotto da  Mario Izcovitch, direttore dei programmi pan europei di JDC. Con i suoi
anni di esperienza per la crescita  delle comunità ebraiche in tutto
il mondo, Mario  ha dato il suo contributo suggerendo alle congregazioni aderenti alla Fiep come è possibile crescere ulteriormente adottando nuovi modelli organizzativi meno verticistici, che possano attrarre maggiormente anche  le nuove generazioni.

Izcovitch ha dato anche una spinta maggiore ai presenti, affermando di avere trovato nell'assemblea una
nuova energia ed un forte entusiasmo, concludendo che le sue aspettative dell'appuntamento fiorentino sono state abbondantemente superate in positivo.
Quindi, è stata la volta dei presidenti della quattro congregazioni progressive (Beth Hillel –
Roma; Beth Shalom – Milano; Lev Chadash – Milano e Shir Hadash –
Firenze) che hanno illustrato la situazione delle loro comunità e le varie attività: dal Talmud Tora a Roma per 30 ragazzi ai 10 corsi religiosi e culturali
di Lev Chadash, ai nuovi ingressi di giovani di Beth Shalom fino alle attività per i più piccoli di Shir Hadash.
Le co-presidenti hanno concluso dando una relazione sulla  partecipazione della Fiep agli Stati generali Ucei (31 ottobre e 1 novembre) in cui, dando grande  visibilità alla Federazione, è stato spiegato ai delegati il percorso del movimento ebraico progressivo – realtà ormai radicata anche in Italia – ed e’ stata fatta una chiara richiesta per il suo riconoscimento da parte dell'Unione.

 

LETTERA APERTA SULL'EBRAISMO RIFORMATO

25/10/2018 11:16:00

Oct25

Lettera aperta a:

 

Gent. Dr.ssa Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane; E p.c. Gent. Sig.ri Maurizio Molinari, Direttore de La Stampa; Raffaele Besso, Co-Presidente della Comunità ebraica di Milano; Milo Hasbani, Co-Presidente della Comunità Ebraica di Milano; Carlo Riva, Presidente della Comunità Ebraica Progressiva Lev Chadash;

E p.c. Gent. Sig.re Franca Coen, Co-Presidente della Federazione Italiana Ebraismo Progressivo; Joyce Pavia, Co-Presidente della Federazione Italiana Ebraismo Progressivo

E p.c. Gent. Sig.ri Consiglieri della Federazione Italiana Ebraismo Progressivo;

E p.c. Bollettino della Comunità Ebraica di Milano; Pagine ebraiche; Sito Lev Chadash; 

 

con preghiera di diffusione 

 

Gentile Presidente,

 

Ieri (n.d.r. 22 ottobre) durante l’inaugurazione di Kesher, il principale programma culturale della Comunità Ebraica di Milano, cui ha partecipato col Dr Molinari, ha espresso delle opinioni sull’ebraismo riformato che ho trovato a dir poco scioccanti. L’Intesa con lo Stato, ha detto, è stata contratta tra gli ebrei ortodossi e lo Stato italiano ed è pertanto agli ebrei ortodossi che si rivolge l’UCEI. Ha poi aggiunto, che la presenza degli ebrei riformati è “un tema che va gestito come l’Italia deve gestire il tema degli immigrati”. Sono convinto che per lei – ma non per tutti all'interno dell'ortodossia – questo escluda la linea dei respingimenti adottata dall'attuale governo.

Sul tema della nostra rappresentanza ha asserito che lei rappresenta tutti gli ebrei italiani perché quando si reca ad incontri pubblici non si presenta dicendo che è ortodossa ma solo che è ebrea. Prendo atto della sua condotta, anche se non porta a risultati apprezzabili nei nostri confronti.

Con il dovuto rispetto, e scusandomi con Lei per le punture polemiche precedenti, mi permetto di sottolineare chenell’intesa, non vi è alcun riferimento all’ebraismo ortodosso, al contrario, l’articolo due si riferisce all’ebraismo “in tutte le sue forme” e non è un caso o una svista, è stato il legislatore a pretendere una rappresentanza unica per TUTTI gli ebrei Italiani, anche per quelli che al momento della firma non erano presenti al tavolo. Senz’altro sono stato frainteso, ma la rappresentanza che noi ebrei riformati chiediamo è fatta di diritti non di occasioni pubbliche cui presentarsi come ebrei.

Le iniziative delle (per ora) quattro comunità riformate sono largamente censurate dalla stampa ebraica, I rabbini riformati non sono riconosciuti dallo Stato con tutto ciò che ne consegue per i “nostri” ebrei.

Che enorme tristezza essere costretti da “voi” a doverci presentare come “noi” dopo diciotto anni di presenza ebraica riformata in Italia.

Gli ebrei riformati, non sono riconosciuti in quanto ebrei dallo Stato italiano ma possono ottenere un passaporto israeliano; però durante il servizio militare in Italia non possono chiedere la kasherut, né avere permessi lavorativi per le feste ebraiche; i rabbini riformati non possono celebrare matrimoni e andare a trovare detenuti in carcere. Inoltre, non siamo chiamati a partecipare dall’Ucei ai programmi culturali o alle discussioni che riguardano le diverse anime ed il futuro dell’ebraismo italiano. Nemmeno possiamo essere presenti quando si parla dell'ebraismo riformato. E per i nostri programmi culturali e per le nostre attività di solidarietà non possiamo contare sui fondi dell’8 per mille - cui noi concorriamo. Questi sono distribuiti da Voi solo alle comunità ortodosse.

Come abbiamo recentemente scritto ad un suo consigliere “che riteneva inopportuno” recensire, sulla stampa ebraica, un libro scritto da un erudito ebreo riformato.

Oneri ed onori. L’Ucei e le comunità non possono pretendere di ricevere i soldi dello Stato quando fa comodo e negare diritti fondamentali alle "forme" di ebraismo che non gli piacciono.

È profondamente discriminante e palesemente contrario allo spirito dell’Intesa istitutiva dell'UCEI persistere in questa sorda forma di censura e di isolamento nei confronti dell'ebraismo non ortodosso attivo a vario titolo in Italia.

Se una maggioranza (quella degli ebrei ortodossi) nega un diritto ad una minoranza (gli ebrei riformati) non è una quisquiglia interna al solo ebraismo, una faccenda “che non interessa nessuno”: è una prevaricazione che riguarda diritti fondamentali come l’uguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge. Un fatto che, ripetendo ciò che le ho detto durante il mio intervento di ieri, vorremmo risolvere attraverso un confronto franco e aperto con l’Ucei. Se ciò non sarà possibile lo affronteremo in altre sedi. Lo faremo perché, malgrado la nostra volontà, ci avrete spinti in quella direzione, perché ottenere che tutti gli ebrei possano godere dei loro diritti in Italia è un impegno che abbiamo assunto verso i nostri iscritti. Il momento politico che sta vivendo l’Europa e l’Italia e ricco di incertezze per gli ebrei, non solo per quelli ortodossi e se non troveremo nell’Ucei persone aperte all’ascolto procederemo nel nostro cammino per il riconoscimento con l’enorme rammarico di non essere riusciti a trovare un interlocutore tra chi è stato eletto a rappresentare (tutti) gli ebrei d’Italia.

 

Cordiali saluti,

 

Aldo Luperini

Consigliere della comunità Ebraica Progressiva Lev Chadash

mar, 18 giugno 2019 15 Sivàn 5779