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Tishà BeAv e la legge Nazione-Stato

Di rav Daniel Freelander, presidente WUPJ, Unione Mondiale per L’Ebraismo Progressivo

Subito dopo questo Shabbat, sabato sera 21 luglio, osserviamo Tishà BeAv. I commentatori spesso suggeriscono che questa tragedia abbia colpito il popolo ebraico a causa del sinat chinam, dell'odio senza fondamento o dell'odio senza motivo.

Troppe volte durante la storia ebraica, gli ebrei hanno commesso atti di sinat chinam umiliando membri di altri gruppi ebraici che vivono la loro ebraicità in modo diverso da loro. Questo inutile istinto umano, sentire che il nostro gruppo o sistema di credenze sia superiore agli altri, può portare a discriminazione, paura e odio. I demagoghi spesso utilizzano questo istinto per radunare i loro seguaci.

La legge di base dello stato nazionale approvata dalla Knesset questa settimana si avvicina pericolosamente alla dichiarazione di superiorità ebraica. Siamo grati a coloro che hanno fatto pressioni sui membri della Knesset e siamo sollevati da alcuni degli emendamenti alle bozze originali della legge; ma rimaniamo preoccupati che il disegno di legge conferisca agli ebrei diritti speciali non garantiti a tutti i cittadini dello Stato di Israele.

Il sinat chinam ha motivato gran parte di questa sfortunata legge. Ma affermiamo: tutti i residenti di Israele meritano pieno diritto, come cittadini, rifugiati o immigrati. Questa è la promessa della dichiarazione d'indipendenza di Israele. E questa è la speranza degli ebrei progressisti in tutto il mondo: che il popolo ebraico superi la pratica del sinat chinam.

BENVENUTI A LEV CHADASH

 

PERCHE' LEV CHADASH?
PERCHE' UNA SINAGOGA PROGRESSIVE IN ITALIA? 

 

 

Perché l’ebraismo è movimento, una civilizzazione e una tradizione che abbiamo ricevuto per farla vivere nel presente e trasmetterla al futuro.

 

Perché perché pensiamo che l'ebraismo e l'halakhà siano sistemi evolutivi. Lo sapevano già i nostri padri, che concepivano Dio come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe: ogni generazione con un suo continuo ma differente rapporto col Divino. E Moshé stesso, trasportato - come racconta il Midràsh - nella generazione di Rabbi Akiva, trovò nell’ebraismo di quella generazione un modo nuovo, quasi irriconoscibile, di imparare ed insegnare la sua Torah. E ne fu sconcertato, prima di comprenderlo e capirlo nella sua continuità.

 

Perché il Talmud è studio, commento, interpretazione, applicazione e continuazione della Torà con elementi di innovazione. È un metodo e un processo che dobbiamo continuare, non un codice da cristallizzare.

 

Perché il pluralismo ebraico esiste oggi come è esistito nel passato e occorre riconoscerlo come un fatto positivo, una ricchezza, una caratteristica profondamente ebraica.

 

Perché crediamo che non si debba giudicare nessuno secondo il suo grado di osservanza, e crediamo alla trasmissione dell’amore per le mitzvòt come parte dell’amore per Israele e come ricerca del divino. Un quadro di riferimento all’interno del quale ognuno ha il compito di trovare una sua via personale, in libertà di coscienza.

Lev Chadash è affiliata alle due associazioni

dell'ebraismo progressivo mondiale: 

EUPJ e WUPJ       

                                                  

 

 

lun, 23 luglio 2018 11 Av 5778