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LIMONANA

03/07/2019 11:43:51

Jul3

Diego Passoni

(video instagram @fedebolla)

 

Perché ami così tanto quel Paese?"

"Ma Gerusalemme è davvero così piena di energia?"

"Davvero non hai paura ad andarci, con quello che si sente?"

"La prossima volta che ci vai, mi porti con te?"

Queste sono alcune delle domande ricorrenti che le persone mi rivolgono regolarmente, quando si parla dei miei viaggi in Israele.

Sarà che io amo raccontare, sarà che parlare di quella terra mi entusiasma come poco altro, ma quando ho deciso di mettere in piedi un piccolo gruppo di amici e influencers, l'adesione è stata immediata.

Volevo condividere con loro una parte di me, un posto dove abita perennemente un pezzo del mio cuore, e volevo che attraverso i loro occhi, e di conseguenza i loro racconti sui canali social, in tanti potessero vedere. 

Perché vedere è il primo presupposto per avvicinarsi un po' a capire.

E quel che abbiamo fatto l'hanno visto in tanti, circa un milione di followers totali. 

Per prepararsi ad un viaggio in Israele si dovrebbe leggere e studiare per anni. Spesso invece  i tour organizzati seguono un filone un po' "cotto me mangiato", in cui la narrazione è semplificata al punto da diventare piatta. Nulla contro i pacchetti viaggio o i pellegrinaggi delle parrocchie cristiane, sia chiaro, ma, diciamocelo, sarebbe come portare degli eschimesi in un frutteto e far loro assaggiare solo, che ne so, le pesche, lasciandoli digiuni di meloni, albicocche, melograni, prugne, uva... Assieme ad Adi abbiamo cercato di seguire un itinerario classico per chi in pochi giorni vuole vedere qualcosa, ma di dare un minimo di strumenti a tutti perché potessero quantomeno, se non assaggiare tutto, sentirne i diversi profumi, e scoprire la ricchezza e la molteplicità dei frutti della terra. D'altra parte il primo Frutteto della storia era più o meno da quelle parti, no?  Penso poi anche a come la parola terra abbia la stessa radice della parola uomo. Perché i frutti ultimi della terra, alla fine, sono le persone. Tante, diverse, ricche, saporite. Credo che la cosa che abbiamo condiviso di più oltre ad albe indimenticabili, musiche, cibi, e posti unici, sia stata  la tensione ricca di speranza di tante donne e uomini, che cercano di vivere nella diversità, con fatica, a volte con dolore, ma comunque tutti lì. Perché non c'è posto migliore per capire che viviamo in tempi di complessità; non c'è posto migliore in cui capire che l'ordine delle cose arriva dall'ordine dei pensieri, che arriva dalla sapienza delle parole, che si capiscono solo nel silenzio del deserto. E forse per questo "deserto" e "parola" e "cosa" hanno la stessa radice. E poi, ma non meno importante, non c'è posto migliore al mondo dove gustarsi la migliore bevanda per l'estate, naturalmente frutto della terra: la limonana!

gio, 22 agosto 2019 21 Av 5779