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20 LIBRI DI AUTORI EBREI NERI CHE DOVRESTE LEGGERE

11/06/2020 15:31:38

Jun11

Emily Burack

Da memorie e romanzi alla poesia e letteratura per giovani, questi autori meritano la vostra attenzione nella vostra pratica di lettura.

Di Emily Burack, 5 giugno 2020 

su www.heyalma.com

A proposito di tutto, dunque, abbiamo deciso che era passato il tempo di darvi un elenco di libri di autori ebrei neri da leggere. Da memorie e romanzi alla poesia e letteratura per giovani, questi libri meritano la vostra attenzione non solo ora, poiché il razzismo verso i neri è in prima linea attualmente nel dibattito in America, ma come parte delle vostre abitudini di lettura.

L'intero elenco è acquistabile su Bookshop, una piattaforma che supporta librerie indipendenti. Potete anche prendere in considerazione di acquistarli direttamente da una di queste librerie indipendenti di proprietà di neri. Inoltre, questo elenco non è completo: solo un inizio. Buona lettura!!

 

 

Memorialistica

1. The color of love: la storia di una ragazza ebrea di razza mista, di Marra B. Gad

"I ragazzi ebrei non si spiegavano la mia pelle bruna. E i ragazzi neri non potevano capire o accettare il mio ebraismo”, scrive Marra Gad nel suo potente libro di memorie Il colore dell'amore. Nata a New York City nell'aprile del 1970 da madre ebrea bianca e papà non ebreo nero, è stata adottata da una famiglia ebrea bianca a Chicago tre giorni dopo la sua nascita. Concentrandosi principalmente sulla sua infanzia a Chicago, scrive del razzismo che ha incontrato dalla sua comunità e della famiglia allargata.

"Spesso le persone vogliono che io fornisca risposte che non posso dare e che dica loro che le cose vanno meglio ora di quanto non andassero negli anni '70, '80, '90. Spesso i nonni orgogliosi mi mostrano le fotografie dei loro splendidi nipoti birazziali e multirazzialivogliono che io prometta che i loro nipoti non sperimenteranno le cose che ho sperimentato io", ha detto Gad in un'intervista. “Prego che un giorno sarò in grado di fare proprio questo. Ma, purtroppo, non posso farlo ancora."

Curiosità: Marra Gad è una produttrice cinematografica! In particolare, ha prodotto Girl Most Likely con Kristin Wiig e Annette Bening nel 2012. 

 

2. Black White ed Jewish: autobiografia della mutevolezza, di Rebecca Walker

Rebecca Walker è la figlia della famosa scrittrice nera Alice Walker e dell'avvocato ebreo Melvyn Rosenman Leventhal. Mel e Alice hanno divorziato quando Rebecca aveva 7 anni e lei è cresciuta dividendo il suo tempo tra la comunità di suo padre a Riverdale, un quartiere ebraico nel Bronx, e la comunità prevalentemente nera di sua madre a San Francisco. Il suo libro descrive i primi anni della sua vita nel Mississippi (Alice e Mel erano attivi nel movimento per i diritti civili) e la sua crescita con due genitori molto diversi. 

Curiosità: all'età di 22 anni, Rebecca Walker ha coniato il concetto di "femminismo della terza ondata".

 

3. The Last Black Unicorn, di Tiffany Haddish.  

Tiffany Haddish incontrò suo padre, un ebreo eritreo, per la prima volta quando aveva 27 anni. L’incontro fu l’inizio di un viaggio alla ricerca dei suoi retaggi ebraici ed eritrei e, lo scorso dicembre, è diventata ufficialmente Bat Mizvà. (Il suo Bat  Mizvà è stato una forte affermazione per gli ebrei neri ovunque.) L'ultimo unicorno nero, l‘autobiografia di Haddish, ci accompagna attraverso la sua infanzia e il suo viaggio nella commedia. Come molti altri ebrei di colore, Haddish ha sperimentato la sua dose di razzismo e discriminazione quando entrava in spazi ebraici prevalentemente bianchi. Ma, come ha detto ad Alma lo scorso inverno, "non ho alcun problema a dire: qui è dove dovrei essere".

Curiosità: Billy Crystal ha avuto un'aliya al Bat Mizvà  di Tiffany e onestamente non ce e faremo mai una ragione. 

 

4. The color of Water: l'omaggio di un uomo nero alla madre bianca, di James McBride

Pubblicato per la prima volta nel 1995, il libro di memorie di James McBride racconta la storia di sua madre, Ruchel Dwajra Zylaska (in seguito Rachel Deborah Shilsky, poi Ruth McBride Jordan). Ruth, figlia di un rabbino ortodosso, immigrò in America dalla Polonia e nel 1942, donna bianca, si convertì al cristianesimo e sposò il padre di James, Rev. Andrew Dennis McBride, un uomo di colore. Ruth e Dennis avrebbero avuto otto figli, incluso James; dopo la morte di Dennis, si risposò e ebbero quattro figli. The Color of Water è il tentativo di James di capire sua madre e come ha cresciuto 12 bambini neri; crescendo, le avrebbe chiesto da dove veniva, e lei rispondeva: "Dio mi ha fatto". Scrive di come sua madre ha mandato i suoi figli a scuola nei quartieri ebraici e come attraverso l'educazione "ci ha trasmesso la sua ebraicità". A proposito della sua identità ebraica James ha spiegato, "Sono orgoglioso della mia storia ebraica. Tecnicamente immagino che potresti dire che sono ebreo in quanto mia madre era ebrea ... ma si è convertita [al cristianesimo]. Quindi la domanda è da rivolgere ai teologi e per me è irrilevante. Mi alzo la mattina felice di vivere.”

Curiosità: James McBride suona il sassofono in modo professionale! 

 

5. Lovesong: diventare ebreo, di Julius Lester

Julius Lester è forse più noto per i suoi libri per bambini, ma il suo libro di memorie, Lovesong, non va assolutamente trascurato. Ma torniamo indietro: Lester è nato figlio di un ministro a St. Louis, nel Missouri nel 1939. Lester è cresciuto in gran parte a Kansas City, Kansas e Nashville, Tennessee. Durante il movimento per i diritti civili, fu coinvolto nel Comitato di coordinamento non violento degli studenti e nel movimento Black Power, e si esibì come cantante folk. Nel 1982, Lester si convertì all'ebraismo e prestò servizio come leader religioso laico della Sinagoga Beth El a St. Johnsbury, nel Vermont. Lovesong inizia con questo potente messaggio:

Dicembre 1982

Nell’inverno  del 1974, mentre ero in ritiro al monastero trappista di Spencer, Massachussets, uno dei monaci mi disse: “quando conosci il nome con cui  Dio ti conosce, saprai chi sei.” Ho cercato quel nome con la passione di chi cerca l’eterno amato. Ho chiamato me stesso Padre, Scrittore, Insegnante, ma Dio non ha risposto. 

Ora conosco il nome con cui Dio mi chiama, Io sono Yaakov Daniel ben Avraham v’Sarah. 

Sono diventato ciò che sono. Non sono più ingannato dal viso nero che mi guarda dallo specchio. 

Sono un ebreo.

Curiosità: Julius Lester odiava Hanukkah. 

 

6. Jokes My Father Never Taught Me: vita, amore e perdita con Richard Pryor, di Rain Pryor

Rain Pryor è un'attrice, scrittrice e comica di successo. Ah, è anche la figlia del leggendario comico Richard Pryor; l'attrice ebrea e ballerina Shelley Bonis era la seconda moglie di Pryor. Nel suo libro di memorie, Rain scrive tutto sulla sua infanzia divisa tra le famiglie e le case di suo padre e sua madre. Ecco una descrizione: “In questo memoriale intimo, straziante e spesso divertente, Rain parla della sua eredità divisa e delle forze che hanno modellato la sua infanzia selvaggiamente schizofrenica. A casa di suo padre, ha stretto un legame con la nonna di Richard, Mamma, una ex tenutaria di bordello che non si è mai stancata di ricordare a Rain di essere nera. Nella casa di sua madre e nella casa dei nonni ebrei, Rain era una "principessa ebrea color moka", che imparava a cucinare di tutto, dal kugel al petto di manzo". È un libro disordinato, amorevole e crudo.

Rain esplora anche la sua identità di ebrea nera nella sua mostra personale Pollo fritto e Latkes, parlando del razzismo negli anni '60 e '70, poiché è stata allevata principalmente dai suoi nonni ebrei bianchi. Come spiega, "Pollo fritto  e Latkes deriva dal mio essere nata da un padre iconico, Richard Pryor, e un'attivista sociale / madre ebrea, Shelley Bonis, che credeva che la mia nascita avrebbe cambiato l'America".

Curiosità: Rain è anche un cantante jazz / blues. 

 

7. Soul to Soul: una donna ebrea russa nera cerca le sue radici, di Yelena Khanga con Susan Jacoby

Una straordinaria storia familiare è  descritta nel dettaglio in Soul to Soul. Il bisnonno di Yelena Khanga, Hilliard Golden, è nato schiavo. Suo nonno, Oliver Golden, studiò agronomia al Tuskegee Institute e prestò servizio nell'esercito durante la prima guerra mondiale. Dopo il suo ritorno a casa, non riuscì a trovare un lavoro e finì per unirsi al Partito Comunista. Arrestato durante una manifestazione sindacale, incontrò lacollega manifestante Bertha Bialek, una donna ebrea nata a Varsavia. Oliver e Bertha si sposarono presto. Nel 1931, lasciarono New York City per l'Unione Sovietica, dove ebbero una figlia, Lily. Lily Golden è cresciuta in Unione Sovietica ed è diventata la prima studentessa nera all'Università Statale di Mosca, e ha continuato a insegnare all'African Institute di Mosca. Lily ha sposato Abdullah Khanga, un politico di Zanzibar, e hanno avuto una figlia, Yelena. Alcuni mesi dopo la nascita di Yelena, Abduallah tornò a Zanzibar nel 1962. Fu giustiziato nel 1969. Yelena è cresciuta con tre generazioni di donne che vivono nella stessa casa: Bertha, Lily e se stessa. "Cronaca di tre generazioni di orgoglio razziale ed etnico, Khanga rivolge un occhio critico al razzismo, al femminismo, al comunismo e alla democrazia ed esamina queste idee e istituzioni in relazione alle sue esperienze negli Stati Uniti e all'estero", scrive Kirkus Reviews.

Curiosità: dopo che Yelena Khanga ha pubblicato il suo libro di memorie, sua madre, Lily Golden, ha anche scritto un libro di memorie chiamato My Long Journey Home. 

 

Narrativa

8. Ariel Samson: rabbino freelance, di MaNishtana

Il rabbino ortodosso Shais Rishon scrive sotto il nome di MaNishtana e Ariel Samson è il suo romanzo semi-autobiografico. Ariel è un rabbino nero di 20 e passa anni che naviga nella vita e nel lavoro nella comunità ebraica di New York. Come spiega JTA, “molte delle esperienze razziste che Ariel affronta nella comunità ebraica sono basate sulla propria vita o su storie raccontate da altri ebrei di colore. Un episodio, in cui Ariel affronta un deputato ortodosso di New York che a Purim aveva indossato un “blackface” (travestimento da nero, dipingendosi il viso, ndt) , è la trascrizione fedele di una conversazione che Rishon ebbe con un vero politico locale."

Rishon è cresciuto in una famiglia ebrea nera nel movimento Chabad a Brooklyn - anche se non si identifica più con Chabad, proprio come ortodosso, ed è un vigoroso scrittore ed educatore. "Sono un autore afroamericano, sì, e un autore ebraico-americano, sì, entrambi. Far entrare l'ebreo  di colore nella finzione americana ebraica." Diamine, sì.

Curiosità: il twitter di Rabbi Rishon, @MaNishtana, è sorprendente. Se siete su Twitter, seguitelo. 

 

9. Small Island, di Andrea Levy

Small Island di Andrea Levy racconta la storia di quattro immigrati giamaicani nel 1948 in Inghilterra. Il romanzo è stato adattato in uno spettacolo della BBC nel 2009 e per il teatro nell'aprile 2019. Levy stessa, nata a Londra da genitori giamaicani, si concentra sull'identità giamaicana britannica nel suo lavoro.

Il nonno di Levy era un ebreo ortodosso che in seguito si convertì al cristianesimo dopo la prima guerra mondiale. Tuttavia, Levy rivendica la sua eredità ebraica. Come ha detto a Haaretz nel 2006, "Non conosco quella parte della mia famiglia e ora sto disperatamente cercando di andare oltre mio nonno, in quella linea ebraica, ma finora non ho avuto molta fortuna. Adoro avere questi meravigliosi livelli di identità, penso che vengano dalla Giamaica, che ha così tante persone diverse da luoghi diversi. Penso di avere ogni singola persona che sia mai vissuta in Giamaica in giro per i miei geni da qualche parte. ”

Curiosità: l'altro famoso romanzo di Levy, The Long Song, è stato nominato per il Man Booker Prize nel 2010. 

 

10. PeaceSong DC, di Carolivia Herron

Sottotitolato "A Jewish Africana Academia Epic Tale of Washington City", PeaceSong DC è una lettura assolutamente straordinaria. “Shirah Shulamit Ojero ha quattro amori: la sua cultura afroamericana, la sua eredità ebraica, studi accademici - in particolare lo studio delle epopee letterarie - e la sua città, Washington, DC. Peacesong DC mostra l'interconnessione di questi quattro amori mentre Shirah cresce ”, spiega la descrizione del libro. "Sebbene tutte le storie raccontate in Peacesong DC siano basate su eventi reali nella vita dell'autore, il libro è classificato come fiction piuttosto che non-fiction perché le storie si piegano verso l'arco della narrazione piuttosto che a quello dei fatti rigidi."

Herron, lei stessa nata a Washington nel 1947, si convertì all'ebraismo all'età di 47 anni. Spiegò: “Quando mia madre, che in origine era stata meno entusiasta, mi vide in sinagoga con la Torà, mi disse: 'Sei stata ebrea tutto la tua vita. Semplicemente non lo sapevo.’” Nel ricercare la sua storia familiare, ha scoperto che era discendente di Sarah Shulamit, un'ebrea sefardita.

Curiosità: Carolivia Herron è in realtà conosciuta soprattutto per i suoi libri per bambini, come Nappy Hair e Always an Olivia. 

 

11. Lucy, di Jamaica Kincaid

Il collaboratore di Alma Nylah Burton scrive di Lucy in "Nove libri da leggere di ebrei di colore": "Kincaid si convertì all'ebraismo nel 1993, dopo oltre un decennio di matrimonio con il compositore ebreo Allen Shawn. Intervistata da Tablet Magazine a proposito della sua decisione di convertirsi, Kincaid ha raccontato che un rabbino le aveva detto che lei e i suoi figli non sarebbero stati seppelliti nello stesso cimitero se non lo avesse fatto. Kincaid ricorda di aver pensato: ‘E se ci fosse un paradiso ebraico e io sono nell'altro paradiso e dovessi inviare loro delle lettere?’ Non potevo sopportare di separarmi da loro. Dopo il divorzio, quando la gente chiese a Kincaid se sarebbe tornata al cristianesimo, pensava che fosse ridicolo, dicendo: ‘La gente mi chiede se sono ancora ebrea, e mi chiedo: pensate forse che l'ebraismo sia una gonna alla moda?’"

Il lavoro di Kincaid potrebbe non essere esplicitamente ebraico, ma è saldamente radicato in un'esperienza con cui molti ebrei caraibici di colore possono identificarsi. Temi di eredità coloniali, complicate relazioni familiari, razzismo e increspature di classe emergono dai suoi scritti. Ci sono così tanti libri di Kincaid da leggere e ne valgono tutti la pena, ma suggerirei di iniziare con Lucy, una storia di una ragazza delle Indie occidentali che lascia la sua casa per lavorare per una famiglia bianca. La storia è vagamente autobiografica, rispecchia le esperienze di Kincaid".

Curiosità: questo non è un aneddoto divertente, ma solo la mia citazione preferita di Jamaica Kincaid: "L'inevitabile non è meno scioccante solo perché è inevitabile". 

 

12. Deacon King Kong di James McBride

McBride è qui due volte, scusa non scusa!!! Prenderò semplicemente il testo della recensione di Junot Díaz nella recensione del New York Times: "Deacon King Kong è molte cose: un romanzo giallo, un romanzo poliziesco, una farsa urbana, un ritratto di una comunità di progetto. C'è anche un po' di western. Il romanzo è, in altre parole, tanta roba. Fortunatamente, è anche profondamente sentito, magnificamente scritto e profondamente umano; La capacità di McBride di abitare l'interiorità traballante e fin troppo umana dei suoi personaggi aiuta a trasformare un bel libro in uno fantastico. Ha scritto meravigliosamente prima, nel suo amato libro di memorie, Il colore dell'acqua e, con terrificante irriverenza, nel suo romanzo vincitore del National Book Award, The Good Lord Bird. Ma Deacon King Kong si legge come se avesse toccato un nuovo filone di ispirazione e verve. È chiaro che si sta divertendo molto e il suo spirito di irriverenza funeraria sovralimenta l'intera narrazione come un lampo nero prodotto in casa. "

Curiosità n. 2: ha scritto due film, Miracolo a Sant’Anna (2008) e Red Hook Summer (2012). 

 

13. Easy Rawlins,  Serie di Walter Ellis Mosley

Walter Mosley, uno scrittore ebreo nero di gialli, è forse più noto per la sua serie "Easy Rawlins". Easy è un detective privato nero a Watts, Los Angeles. Easy è l'argomento del suo primo libro pubblicato - e il primo della serie - Devil in a Blue Dress (curiosità: trasformato in un film nel 1995 con il fenomenale Denzel Washington). Ora ci sono 14 romanzi, oltre a una raccolta di racconti, interpretato da Easy Rawlins.

Cosa significa essere ebrei? Mosley spiega: "In un certo senso, essere ebreo è far parte di una tribù", ha detto. “Facendo parte di una tribù, non puoi mai davvero sfuggire alla tua identità. Puoi essere qualsiasi cosa dentro, ma alla fine sei sempre responsabile del tuo sangue".

Curiosità: la sua pagina su Wikipedia afferma che "ha iniziato a scrivere a 34 anni e da allora scrive ogni giorno”.

 

14. Sophie Katz Misteries, di Kyra Davis

Kyra Davis è cresciuta a Santa Clara, in California, cresciuta da una mamma ebrea single. Ha tradotto la sua stessa educazione come donna ebrea nera nella sua deliziosa eroina, Sophie Katz, che è una scrittrice ebrea nera di gialli e un criminale dilettante. Ha iniziato a scrivere mentre stava affrontando il proprio divorzio, dicendo: "la mia vita stava crollando e volevo perdermi in un mondo immaginario". Ora ci sono sette (!!) misteri di Sophie Katz, e ognuno è altrettanto divertente e coinvolgente come l'ultimo.

Curiosità: "Occasionalmente, quando le persone mi chiedono da dove vengo, mi inventerò un paese in Africa e mi mostrerò offesa se affermano di non averne mai sentito parlare", ha scherzato Davis. 

 

Letteratura per giovani adulti

15. Color Me In, di Natasha Díaz

Il romanzo di Natasha Díaz, debutto in YA, Color Me In, immagina la sua infanzia e racconta la storia della maturità di Navaeh Levitz. Navaeh è un'adolescente ebrea nera il cui padre la costringe a celebrare avere un Bat Mizvà in ritardo, all'età di 16 anni. I genitori di Navaeh sono nel bel mezzo di un divorzio e il Bat Mizvà è il modo in cui suo padre riesce a rimanere in contatto con la sua famiglia ebrea. Nel frattempo, Navaeh sta lottando per capire la sua identità, la sua relazione con la sua oscurità, il suo privilegio, una relazione fiorente ed entrambi i lati della sua famiglia. È una lettura avvincente e attuale, radicata nelle esperienze vissute di Díaz; Díaz ha un padre ebreo bianco e una mamma non ebrea liberiana e brasiliana.

Quando ho chiacchierato con Nataha per Alma l'anno scorso, mi ha detto: "Spero che chiunque lo legga, che si sia sentito alterato o che non si sia sentito a proprio agio con se stesso per qualunque motivo, o che altre persone non li accettino per chi sono, sappiano che hanno il diritto [e] l'orgoglio di essere chi sono e non c'è nulla di sbagliato nel prenderne possesso".

Curiosità: quando Natasha aveva 9 anni, lei e sua madre sono state da Oprah per parlare dell'esperienza di essere una famiglia multirazziale. Quando Oprah le fece una domanda, la giovane Natasha si bloccò.

 

Saggistica

16. Bulletproof Diva: storie di razza, sesso e capelli, di Lisa Jones

Lisa Jones è la figlia dei poeti Hettie Jones e Amiri Baraka (noto come LeRoi Jones). Jones (nata Cohen), scrittrice ebrea e Baraka, scrittore nazionalista nero, avevano due figli, Kellie e Lisa. Lisa ricorda, "Sono cresciuta pensando di far parte di una famiglia americana molto sana e mi ha sempre stupito quando le persone rispondono come se fosse una stranezza." Bulletproof Diva è una raccolta di saggi, tutti originariamente pubblicati su Village Voice come parte della sua rubrica "Skin Trade". "Tutto quello che so della storia americana l’ho imparato guardando i capelli delle persone di colore. È la metafora perfetta dell'esperimento africano qui: il prezzo del biglietto (per un viaggio che nessuno ha scelto di fare), il pedaggio della schiavitù e i costi di permanenza. È tutto nei capelli", scrive Jones.

Curiosità: Lisa non è solo un'abile saggista, ma è anche una drammaturga e ha scritto tre libri con Spike Lee! 

 

Libri di Cucina

17. The Cooking Gene: Un viaggio attraversola stria della cucina african-americana nel veccio sud, di Michael Twitty 

Michael Twitty è uno scrittore ebreo nero, storico della cucina ed educatore. Nel 2010, ha iniziato a scrivere sul blog Afroculinaria, un blog di storia della cucina, e nel 2011 ha iniziato un progetto chiamato "Cooking Gene" che alla fine è diventato questo straordinario libro. Come scrive il nostro sito gemello The Nosher, Twitty “potrebbe essere l'unica persona in questo momento in grado di scrivere un libro del genere: Probabilmente l'unico cuoco nero, ebreo e gay del mondo, questo 'yid di un colore diverso' (parole sue) ha resistito a qualsiasi tentativo di classificare il suo lavoro in bocconi facilmente digeribili. Al contrario, continua a creare un ricco rifacimento di idee complesse che sfidano ed espandono i confini delle nostre tradizioni - e dei nostri palati". The Cooking Gene ha vinto il James Beard Award 2018 per la migliore sceneggiatura e libro dell'anno; ci porta attraverso il cibo meridionale e la cultura alimentare dall'Africa all'America.

Curiosità: il suo cibo ebraico preferito è il kasha varnishkes. Perché? "Penso che a volte le persone non si prendano il tempo necessario per gustare con questi piatti classici ashkenaziti in mezzo alla strada. Devi usare erbe fresche e vero schmaltz, sto parlando di globuli di grasso di pollo lì dentro. Quando lo fai, diventano davvero fantastici. Mi fa cantare il cuore.”

 

18. Do What Feels Good: ricette, rimedi e routine per curare il tuo corpo nel modo giusto di Hannah Bronfman

 

Hannah Bronfman è una donna dai molti talenti - DJ, imprenditrice, fondatrice di HBFIT, influencer e scrittrice - e il suo primo libro, Do What Feels Good, comprende tutto ciò. È in parte un libro di cucina, in parte una serie di istruzioni per il benessere e in parte un libro di memorie. Hannah interviene spesso nel dibattito pubblico affinché le donne nere creino il loro spazio in un mondo del benessere prevalentemente bianco e nel rendere il benessere accessibile a tutti. In Do What Feels Good, racconta concretamente  suo viaggio personale verso la salute e l’alimentazione corretta.

"Sono cresciuta a New York da un'importante famiglia ebrea, con una madre nera molto forte che è cresciuta durante la segregazione, nella parte sud di Chicago, da una famiglia della classe media", mi ha detto Bronfman l'anno scorso, "sin da giovane, ero molto consapevole di entrambi questi aspetti di me. Può essere difficile provenire da una famiglia mista, specialmente negli anni '90 e 2000 -ovviamente lo è anche oggi - ma da ragazza, quando tenti di capire la tua identità può essere molto più complicato che per gli altri ... "Lei si allontana, aggiungendo immediatamente," Non direi che è stato difficile, ma non direi  neanche che sia stato facile."

Curiosità:  seguire Hannah su Instagram di Hannah  è meraviglioso. 

 

Poesia

19. Yarmulkes & Fitted Caps, di Aaron Levy Samuels

 

Aaron Levy Samuels è cofondatore e direttore operativo di Blavity, una comunità digitale per i millennial neri. Samuels è cresciuto a Providence, nel Rhode Island da una madre ebrea bianca e un padre non ebreo nero, e le sue poesie spesso si tuffano nella sua identità. Una poesia, "Which Keeps Me (blackjewish)", è incredibilmente sorprendente. Inizia così:

Il nero è la macchia su di  me che tutti trovano più facile

ignorare. Anche con il mio essere ebreo è così. L'acqua ciò che mi trattiene

qui; non sono sicuro s sia una buona cosa. Quando dico corda,

intendo ciò che si avvolge e si dispiega.

Curiosità: sì, sa di condividere il nome con il famoso Aaron Samuels di Mean Girls (2004) 

 

20. Butterflies in Fields of Corn,  della Dr. Tarece Johnson

La dott. Tarece Johnson è una femminista, autrice, attivista, abolizionista e molto altro. È leader nel suo NAACP locale ad Atlanta, in Georgia, Alliance for Black Lives e March on Georgia. E poi, sì, scrive poesie; Butterflies in Fields of Corn è il suo primo libro. Ma non si è fermata qui; non vedendo riflesse le proprie esperienze nel tradizionale libro di preghiere ebraico, decise di scriverne una sua. Ha scritto una Haggadà, e Ahava, un libro di poesie, meditazioni e affermazioni per ebrei neri.

“Quando ho preso la decisione consapevole di convertirmi all’ebraismo e mentre cercavo modi per connettermi con il mio nuovo stile di vita ebraico, avevo bisogno di fonti che rispecchiassero le mie scelte ed esperienze personali. Nella liturgia tradizionale, non ho trovato libri di meditazione per Shabbat incentrati sulla conversione, sulla giustizia sociale e sull'esperienza della donna ebrea nera. Così ho fatto ciò che sempre le donne ebree hanno fatto attraverso le generazioni: ho scritto un libro di preghiere e meditazioni, chiamato Ahava”, ha spiegato. 

Cosa non può fare la dottoressa Tarece!?

 Curiosità: la dottoressa Tarece ha un TikTok (@ dr.tarece) ed è fantastico. DAVVERO INCREDIBILE. 

 

Traduzione dall’inglese di Eva Mangialajo Rantzer

Revisione di Valerio Filoso

ven, 7 agosto 2020 17 Av 5780