Ebraismo progressive in Italia

L’ebraismo progressive non nasce oggi in Italia. La storia lunga e difficile dei primi pionieri è ben tracciata in questo articolo di Alberto Cavaglion presente sul nostro sito.

 

Il 1999

 

L’era contemporanea dell’ebraismo progressive italiano comincia nel 1999, in occasione della visita di una delegazione di rabbini riformati a Giovanni Paolo II. La delegazione è guidata da Rav David Goldberg, della sinagoga Lev Chadash di Londra.

E’ intorno a questa figura che molte personalità e sensibilità cominceranno a coagularsi, fino alla presentazione dell’ebraismo progressive, a cura dello stesso Rav Goldberg e di Diana Pinto, durante un ciclo di conferenze pubbliche. Pochi mesi dopo, il 24 marzo 2000, alla libreria Tikkun di Milano, si terrà un evento storico: il primo culto progressive di shabbàt mai celebrato in Italia. Alla bimà c’è, ancora una volta, Rav David Goldberg, accompagnato da Cathy Heller Jones, direttrice del coro della sua sinagoga.

 

Nasce Lev Chadash 

 

Quello che segue è un breve ma intenso periodo di transizione, nelle quali le varie anime dell’ebraismo non ortodosso cercano la loro strada ideale e organizzativa. L’Associazione Ebraismo Progressivo affiliata alla World Union for Progressive Judaism, nasce nel marzo 2001, separandosi da Keshet, che rimane a rappresentare l’ebraismo laico e umanistico. Nel luglio 2002 si inaugura la sede della sinagoga Lev Chadash, in via Carlo Tenca.

 

Le altre sinagoghe riformate in Italia

 

Dal 2001 è attiva a Firenze Shir Hadash la seconda sinagoga riformata in Italia. Sempre a milano, dal 2002, nasce Beth Shalom. Nel 2014 è stata ufficialmente fondata la sinagoga Beth Hillel di Roma. Tutte queste realtà sono affiliate alla World Union for Progressive Judaism. È inoltre attivo un gruppo (Beth Israel) a Torino.

gio, 17 agosto 2017 25 Av 5777